Made in Carcere: il diritto di ricominciare

“Made in Carcere” è un brand di abbigliamento e accessori creato nel 2008 dalla onlus di Lecce Officina Creativa.

L’obiettivo è quello di garantire a donne e minori in stato di detenzione di lavorare, percepire una regolare retribuzione e utilizzare il periodo di reclusione per intraprendere un percorso di riabilitazione e di reinserimento sociale. Il tutto promuovendo la sostenibilità sociale e ambientale.

Lo scorso anno Made in Carcere è stato le selezionato tra i progetti imprenditoriali meritevoli del titolo di Ambasciatore dell’Economia Civile 2019

Se anche la tua azienda opera in questo settore, partecipa al nuovo bando del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020.

Bando Imprenditori Economia Civile: Made in Carcere

C’è un problema, oltre al sovraffollamento, nelle carceri italiane: l’inattività. Molti detenuti non studiano, non si formano, non lavorano; e una volta scontata la pena, trovando difficile ricostruire la propria vita e ripartire da zero, in tanti tornano a delinquere. Vivere passivamente il tempo della detenzione, infatti, aumenta sensibilmente il tasso di recidiva. 

Per cercare di rompere questo circolo vizioso, con l’idea di offrire una seconda opportunità, è nato Made in Carcere. Un brand che, oltre a restituire dignità personale alle detenute coinvolte, si basa sui principi dello sviluppo sostenibile: tutti i vestiti e gli accessori commercializzati (t-shirt, borse, braccialetti, portachiavi, custodie tech, accessori per la casa, e tanto altro ancora) sono prodotti recuperando tessuti inutilizzati e scartati dalle imprese tessili. In questo modo, i rifiuti diventano materia prima. 

Cos’ è, quindi, Made in Carcere?

“Si tratta di un nuovo modello di Sviluppo Sostenibile, cioè ‘stare’ nel mercato e nella società, in maniera responsabile, fornendo valore aggiunto per la Comunità. Tutti i prodotti sono confezionati da donne ai margini della società, [come] le donne detenute che, oltre ad imparare un mestiere, costruiscono un percorso di riavvicinamento al mondo reale.”

Un’occasione per ricominciare?

“Scopo principale di Made in Carcere è quello di diffondere la teoria della seconda opportunità, nello specifico: una doppia vita a tessuti e oggetti e un’altra chance alle donne detenute, in questo caso, del carcere di massima sicurezza Borgo S. Nicola di Lecce e del carcere di Trani. I materiali utilizzati vengono recuperati dai magazzini delle centinaia di aziende manifatturiere italiane e internazionali. I rotoli di tessuto, infatti, dopo aver dato vita a capi e accessori, restano in magazzino e sono destinati a collezioni minori o al macero.” 

Un modello vincente, che guarda al futuro…

Made in Carcere recupera i tessuti e crea oggetti accessori ‘utili e futili’ dallo stile giovanile e originale, sfiziosa e accattivante, per un pubblico d’avanguardia, attento all’eleganza ma anche al sociale, capace di leggere il futuro in modo innovativo e che soprattutto creda fermamente nell’idea che non occorre produrre altro, è possibile rigenerare ciò che già c’è.”

Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020: partecipa anche tu

Anche quest’anno il Premio Imprenditori per l’Economia Civile è destinato alle imprese che si sono particolarmente distinte per l’approccio di sostenibilità ambientale e sociale. Le 10 imprese selezionate riceveranno il titolo di Ambasciatore dell’Economia Civile 2020. Se sei interessato, trovi tutte le informazioni sul Bando per Imprenditori Economia Civile. Clicca qui!  Ti aspettiamo sul palco della seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile.

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