Porti di Terra, la Restanza

Relazioni, reciprocità, cura di sé, dell’altro e di quello che ci circonda.
Buoni motivi per restare e a volte anche tornare.
Buoni motivi per far diventare un territorio marginale e senza prospettive, un porto sicuro: per chi è in difficoltà, per chi vuole sviluppare un nuovo modello economico, per un’esistenza fatta di senso e di persone.

R-esisto: Sogni di Economia Civile per la Restanza è il tema scelto per la terza edizione di #PortidiTerra, il Festival dedicato al Welcome che diventa Welfare al passaggio da un sistema di “welfare dei servizi” ad un sistema di “welfare delle relazioni”. 

Un “Welfare” che si trasforma in “Welcome”, inteso non solo come accoglienza strutturata di migranti e persone in situazioni di disagio, mera prestazione di servizi, ma declinato in relazioni, reciprocità tra chi accoglie e chi arriva, tra chi offre un servizio e chi lo riceve.

Restare per ri-generare

L’obiettivo di questa edizione è provare ad unire paradigmi diversi di due scienze sociali che sono sempre state complementari: l’antropologia e l’economia. Da un lato, la ricerca di Vito Teti sul senso dei luoghi abbandonati, le sue pietre di pane che parlano di passato ma anche di futuro, le relazioni lente, i paesaggi interiori di chi resta nell’Italia disabitata e nelle terre incolte; dall’altro, le visioni di Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Leonardo Becchetti e Suor Alessandra Smerilli per una nuova Economia al servizio dell’uomo e dei territori, una nuova Economia 4.0 che risponda ai bisogni veri delle donne e degli uomini all’epoca dei consumi impazziti, degli sprechi energetici ed alimentari e della fi­nanza speculativa, un’Economia che sia albero maestro della civiltà contemporanea, centrata sui legami di comunità, e non un esercizio muscolare teso ad escludere persone e territori vulnerabili. 

Ospiti della prima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile a marzo 2019 i Piccoli Comuni del Welcome, propongono un appuntamento in continuità sulle applicazioni pratiche dell’economia civile nei territori ricchi e complessi delle aree interne italiane, dove restare è lo stimolo per superare lo schema dell’industrializzazione senza quartiere e valorizzare il genius loci, in una forma di produzione che torna a contatto con le persone, per offrire nuove occasioni di reddito e di lavoro, per una distribuzione di ricchezza e di risorse che sia più equa e solidale.

I Piccoli Comuni del Welcome con questo appuntamento si interrogano sul loro futuro e su quello del nostro paese, se la sfida di tornare a fare comunità prima che profitto può essere vinta, magari salpando proprio da un Porto di Terra.

Per maggiori informazioni visita il sito dei Piccoli Comuni Welcome.

Condividi su