“Ambasciatori dell’Economia Civile”: intervista a Morena Marcaccio

Il Molino Agostini è una storica azienda familiare ed artigianale situato nel cuore delle Marche e attiva nell’economia civile. E che si occupa, ormai da tre generazioni, di mantenere viva la passione per l’arte molitoria. Diventando più di 25 anni fa uno dei primi molini Bio dedicati in Italia.

Dal 2023 si è trasformata in Società Benefit (primi nel loro settore) adottando una nuova innovativa struttura societaria che formalizza l’impegno per la realizzazione di azioni di bene comune. L’obiettivo è di creare una rete di valore coinvolgendo in questa nuova forma societaria altre realtà legate alla loro filiera. E di progettare innovative forme di tutela e di qualità del benessere, promuovendo l’ingegno e l’inventiva delle nuove generazioni.

Nello stesso anno, Roberto Agostini e Morena Marcaccio sono saliti sul palco della 5^ edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile per ritirare il premio di “Ambasciatori dell’Economia Civile 2023”. Riconoscimento a testimonianza dell’impegno e della forte partecipazione che l’azienda rivolge da sempre nei confronti dello sviluppo equo e sostenibile.

L’intervista. “L’economia civile passa per il benessere del lavoratore”

Cosa ha significato essere scelti come Ambasciatori dell’Economia Civile?

Ha rappresentato per la nostra azienda la conferma del giusto cammino intrapreso e rafforzato maggiormente l’impegno ed il lavoro svolto in ambito civile. Il Molino Agostini si è costituito Società Benefit ad Aprile 2023, formalizzando azioni di “bene comune” che già venivano poste in essere nella quotidianità, inserendo proprio all’interno dell’oggetto sociale la tutela della dignità del territorio e delle persone.

Dal Festival dell’Economia Civile dello scorso settembre come si è sviluppato il vostro progetto? 

In questi mesi, attraverso delle autovalutazioni interne, abbiamo rilevato che i soggetti coinvolti come stakeholder, clienti ma soprattutto i nostri lavoratori hanno preso maggiore consapevolezza del cambiamento che sta avendo l’azienda. Per il futuro continueremo a promuovere azioni di bene comune quotidiane possibili e ci impegneremo nella realizzazione di diversi obiettivi con tempistiche diverse.

Quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere e/o le azioni in programma? 

Tra i tanti progetti che abbiamo c’è quello di completare la riqualificazione del nostro nuovo stabilimento, un ex calzaturificio, trasferendo l’ultima parte di produzione che comporterà la riduzione di spostamenti di mezzi e persone. Ottimizzando così orari di lavoro e riducendo l’inquinamento. Inoltre, costituiremo internamente un “Consiglio Benefit”, organo democratico dove i lavoratori stessi affianco alla dirigenza siano coinvolti attivamente a prendere decisioni e fare scelte riguardanti la tutela e la dignità sia delle persone, sia dell’azienda.

Ottenere la certificazione di Parità di genere è un altro grande passo al quale ci stiamo avvicinando. Stiamo infatti procedendo alla valutazione delle eventuali azioni necessarie da applicare.

La sostenibilità integrale è un valore importante all’interno delle vostre scelte aziendali. Come raccontate il vostro impegno a clienti, lavoratori e stakeholder? 

La “sostenibilità integrale” è la vera sfida della nostra azienda. La consapevolezza che la salute ed il benessere di ciascun lavoratore è collegato al benessere dell’altro e all’ambiente è un concetto apparentemente semplice da spiegare. Ma abbiamo notato molto difficile da porre in atto. L’attuazione di questo principio comporta un lavoro quotidiano e costante. Un impegno che sarà divulgato nella nostra prima relazione d’impatto alla quale seguirà la comunicazione sui social e sito.

È possibile creare un circolo virtuoso e “contagiare” altre realtà verso l’Economia Civile? 

Essere stati scelti come Ambasciatori ha acceso i riflettori sulla nostra realtà suscitando curiosità ed interesse nelle istituzioni locali e nelle associazioni di categoria. Queste infatti hanno voluto intraprendere un rapporto ancor più stretto di collaborazione per dare maggiore voce al nostro progetto. E anche in prospettiva di un coinvolgimento futuro per altre aziende.

Cosa manca per aumentare la diffusione di questi valori?

La difficoltà principale è la diffusione di un messaggio delicato e non semplice in quanto molto degli interlocutori hanno poca formazione e poca conoscenza dell’argomento. Ecco perché è importante in questi casi la comunicazione ed il racconto di realtà che possono essere da esempio con le loro storie ed i loro risultati! Tutti aspirano al benessere ed alla serenità. E trovare realtà dove questi valori sono fondati e vengono quotidianamente trattati e supportati da numeri, aiuterebbe sicuramente ad attrarre più aziende.

Il Festival Nazionale dell’Economia Civile come potrebbe supportare questa azione? 

Ci dovrebbe essere una maggiore comunicazione e una maggiore diffusione del Festival stesso e degli argomenti importanti che tratta. Questa potrebbe essere l’occasione per una maggiore partecipazione delle aziende. E di mettere in atto nelle proprie realtà tutte quelle azioni che sono inerenti all’economia civile.

Inoltre ci dovrebbe essere una divulgazione ed una risonanza più forte durante e post Festival proprio per valorizzare, testimoniare e dar voce a coloro che hanno vinto il progetto sull’esempio concreto anche in ottica di un maggior coinvolgimento. In un’economia civile il mondo del lavoro dovrebbe partire dal presupposto che il lavoro stesso è uno strumento di dignità della persona. Attraverso di esso si può progettare il futuro e vivere dignitosamente la quotidianità in un ambiente sereno dove il rispetto della dignità di ciascuno sia l’elemento caratterizzante del “vivere in azienda”.

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“Ambasciatori dell’Economia Civile”: intervista a Lorenzo Braida (LEGGI QUI)